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Paragrafo 6 . Il 1848 in Italia: dalle insurrezioni alla guerra contro

l'Austria.

     
In  Italia, agli inizi del marzo 1848, in seguito alla concessione  di
riforme e infine anche della costituzione nei principali stati, si era
diffusa, insieme ad un generale entusiasmo, una grande aspettativa per
la  soluzione della questione nazionale. In questo clima,  le  notizie
sugli  avvenimenti rivoluzionari francesi, e soprattutto su quelli  di
Vienna, determinarono un'immediata ripresa dell'azione rivoluzionaria.
     Il  17 marzo, a Venezia, il governatore austriaco fu costretto da
una  grande manifestazione popolare a rilasciare i detenuti  politici,
tra  cui  i  due capi liberali Daniele Manin e Niccol Tommaseo,  e  a
promettere l'istituzione di una guardia civica.
     Il  18  marzo  insorse  Milano,  dove  l'apparente  disponibilit
dell'autorit politica fu smentita dal comandante militare  austriaco,
il maresciallo Radetzky, che tent subito la repressione militare. Gli
insorti, che erano in gran parte artigiani e operai ma anche borghesi,
studenti,  donne,  ragazzi e ragazze, risposero con la  lotta  armata,
sotto la guida di un consiglio di guerra, diretto dai democratici  con
a  capo  Carlo Cattaneo. Il 22 marzo, dopo cinque giorni di guerriglia
urbana,   il  maresciallo  Radetzky  fu  costretto  a  ritirarsi   nel
cosiddetto  "quadrilatero",  cio  nel  territorio  delimitato   dalle
fortezze di Mantova, Peschiera, Verona e Legnago.
     Il  22  marzo, anche a Venezia, un'insurrezione armata  costrinse
le truppe austriache a lasciare la citt. Lo stesso giorno gli insorti
proclamarono la repubblica di San Marco, con presidente Daniele Manin.
     Pi o meno contemporaneamente, gli austriaci furono costretti  ad
abbandonare   quasi  tutto  il  Lombardo-Veneto,  escluse   le   citt
fortificate  del quadrilatero e il territorio circostante.  Anche  nei
ducati  di  Parma e di Modena scoppiarono insurrezioni  popolari,  che
costrinsero i sovrani alla fuga.
     Terminata  la  fase  della lotta armata, guidata  prevalentemente
dai   democratici  e  dai  repubblicani,  la  direzione  politica  del
movimento  insurrezionale fu assunta dai moderati,  che  ottennero  la
maggioranza  nei governi provvisori. In seguito a ci,  il  23  marzo,
Carlo  Alberto, inizialmente preoccupato per il successo del movimento
repubblicano  democratico e quindi esitante  nonostante  le  pressanti
sollecitazioni  di tutti i moderati italiani, si decise  a  dichiarare
guerra all'Austria.
